La risposta breve
Prima il progetto,
poi il sito
Aprire un negozio online significa mettere insieme quattro cose, un prodotto con un margine che regge spedizioni e commissioni, un sito che vende, gli adempimenti fiscali e legali e un modo per portare visite. Il sito è la parte più visibile, ma non è quella da cui partire. Da noi creare un sito ecommerce parte da €1.950, e il resto della guida spiega cosa decidere prima, cosa serve per essere in regola e dove si sbaglia più spesso. Se vuoi andare dritto alle cifre, parti dai costi per fascia.
Conviene aprire un negozio online quando il margine regge i costi di vendita a distanza e c'è un piano per portare visite nei primi mesi. Se manca una delle due cose, conviene aspettare o partire da un marketplace.
La guida vale sia per chi vuole aprire un ecommerce da zero, sia per chi ha già un negozio fisico o un'azienda e vuole vendere prodotti online accanto ai canali che ha già. Cambiano i tempi e il budget, non l'ordine delle decisioni. La scrive chi lavora sul web dal 1999 e realizza e segue negozi online, partendo dalle domande che ci fanno davvero prima di cominciare.
Dove vendere
Vendere prodotti online
su un marketplace o sul tuo sito
Per vendere prodotti online le strade sono due e spesso convivono. La prima sono i marketplace come Amazon, eBay ed Etsy, dove trovi clienti già pronti a comprare ma paghi una commissione su ogni vendita, segui le regole della piattaforma e il cliente resta suo. La seconda è un sito ecommerce tuo, dove i clienti li devi portare tu con pubblicità e SEO, ma prezzi, margini, dati e rapporto con chi compra restano tuoi.
Per chi ha un marchio o prodotti propri la soluzione che vediamo funzionare meglio è il sito come base, con i marketplace come canale in più collegato allo stesso catalogo, così ordini e giacenze restano allineati. Aprire un negozio su Amazon è la via più rapida per arrivare a chi compra già lì, ma margini e regole dipendono dal marketplace e il giorno in cui cambiano le condizioni il tuo negozio cambia con loro. Se invece vuoi solo provare a vendere qualche oggetto, un marketplace basta e non serve aprire un ecommerce. Il confronto tra siti per vendere online e piattaforme per costruire un negozio tuo è nella guida alle piattaforme per vendere online.
I passi
I passi pratici per aprire
un ecommerce
Cosa vendere e a chi. Prima di tutto fai i conti su un prodotto reale. Prezzo di vendita meno costo del prodotto, spedizione, commissione sul pagamento, imballo e quota di pubblicità per ogni ordine. Se il margine sparisce, nessun sito lo farà ricomparire. Decidi anche se vendi a privati, ad aziende o a entrambi, perché cambiano prezzi, pagamenti e condizioni.
Nome, dominio e marchio. Scegli un nome che si possa registrare come dominio, verifica che non sia già un marchio di altri e intesta dominio e account a te o alla tua azienda, non a chi ti fa il sito. Sono dettagli che sembrano formalità finché non devi cambiare fornitore.
La piattaforma. Noi lavoriamo con WooCommerce, Shopify, PrestaShop e Magento. La scelta dipende dal catalogo, dalle integrazioni con il gestionale, dai mercati e da quanto controllo vuoi avere sul sito e sui dati. Lo schema per scegliere è nella guida alle piattaforme ecommerce, e se sei indeciso tra le due più diffuse trovi il confronto in WooCommerce vs Shopify.
Pagamenti. Carta e PayPal sono la base. Bonifico, contrassegno e pagamenti a rate si aggiungono in base al tuo pubblico. Ogni metodo ha le sue commissioni, da mettere nel conto del margine.
Spedizioni. Scegli uno o più corrieri, le tariffe per zona e peso, la soglia per la spedizione inclusa e l'eventuale ritiro in negozio. Le spese di spedizione mostrate tardi sono uno dei motivi per cui i carrelli vengono abbandonati.
Catalogo e foto. Schede con testi scritti da te, foto vere e varianti ordinate. Le descrizioni copiate dal fornitore sono le stesse di altri cento siti e Google non ha motivo di preferire la tua. Se vuoi aprire un negozio online di abbigliamento il catalogo pesa ancora di più, con taglie, colori e una guida alle misure chiara, perché è quella che riduce i resi.
Assistenza e resi. Decidi prima chi risponde a email e telefonate, in quanto tempo si spedisce e come si gestiscono resi e cambi. Un cliente che riceve risposte chiare compra di nuovo e lascia recensioni, e le recensioni vendono più di qualsiasi banner.
Promozione. Un negozio appena aperto non ha visite. Servono campagne su Google e sui social, cura della SEO delle categorie e delle schede e una lista di clienti a cui scrivere. Per le campagne consigliamo di partire da un budget pubblicitario di €500 al mese, pagato direttamente alla piattaforma, con il tracciamento delle conversioni impostato bene fin dal primo giorno.
Chi costruisce il sito
Creare un sito ecommerce
da soli o con un professionista
Da soli con una piattaforma in abbonamento. Con servizi come Shopify puoi creare un negozio online da zero senza scrivere codice, scegliendo un tema e caricando i prodotti. È la strada più rapida per provare, ma il canone, le app a pagamento e le commissioni vanno messi nel conto, e la parte difficile resta tua, cioè fiscale, spedizioni, tracciamento e visite.
Da soli con WordPress e WooCommerce. Creare un sito per vendere online con WordPress costa poco in licenze, ma chiede tempo e competenze per hosting, sicurezza, aggiornamenti e plugin. Va bene per un catalogo piccolo e per chi ha voglia di imparare, molto meno quando entrano in gioco gestionale, fatture elettroniche e più corrieri.
Con un professionista. Chi lo fa di mestiere ti porta più in fretta a un negozio che vende, con pagamenti, corrieri, fatturazione e tracciamento già impostati, e ti evita gli errori che costano i primi mesi. Il punto è scegliere qualcuno che ti lasci dominio e accessi a tuo nome e che resti raggiungibile dopo il lancio. È il lavoro che facciamo nella realizzazione di siti ecommerce, con prezzi chiusi dichiarati prima.
In regola
Aspetti fiscali e legali
per vendere online in Italia
Questa è una mappa di quello che serve, non una consulenza. Forma dell'attività, regime fiscale e pratiche vanno decisi con il tuo commercialista prima di vendere il primo prodotto.
Si può aprire un negozio online senza partita IVA? Se il negozio serve a vendere con continuità, no. L'Agenzia delle Entrate scrive che deve iscriversi ai fini IVA chi intraprende in Italia un'attività commerciale, e un ecommerce aperto per vendere ogni giorno lo è. La dichiarazione di inizio attività va presentata entro 30 giorni dall'inizio. Per una ditta individuale che deve iscriversi al Registro delle imprese passa dalla Comunicazione Unica della Camera di commercio, che con un solo invio sistema anche Inps e Inail. Aprire un ecommerce senza partita IVA per vendere in modo stabile non è una strada percorribile, e i dubbi sui casi al limite vanno chiariti con il commercialista prima di partire.
Partita IVA per vendere online e codice ATECO. Per vendere online in modo continuativo serve un'attività con partita IVA. Con la classificazione ATECO 2025, adottata dal 1° aprile 2025, non esiste più un codice dedicato al commercio via internet. Il codice si sceglie in base ai prodotti che vendi, come per un negozio fisico.
Comunicazione al Comune. La vendita al dettaglio online è una forma speciale di vendita prevista dall'articolo 18 del decreto legislativo 114 del 1998. Si avvia con una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del Comune. Secondo il Ministero, con più siti basta una sola segnalazione che li elenca tutti, e un sito aggiunto in seguito va comunicato.
Vendite in altri Paesi UE. Se vendi a privati di altri Paesi dell'Unione, oltre i 10.000 euro all'anno di vendite a distanza l'IVA è quella del Paese in cui arriva la merce. Lo sportello OSS permette di dichiararla e versarla da un solo Paese, senza registrarsi in ognuno.
Vendite sui marketplace. Con la direttiva europea DAC7 i marketplace comunicano al fisco i dati di chi vende tramite loro. Sono esclusi solo i venditori che nell'anno hanno fatto meno di 30 vendite di beni per non più di 2.000 euro in tutto. Chi vende sui marketplace in modo continuativo deve quindi essere in regola come chi vende dal proprio sito.
Privacy e cookie. Serve un'informativa sul trattamento dei dati dei clienti. Per i cookie, quelli tecnici non chiedono consenso ma vanno indicati nell'informativa, mentre quelli di profilazione e pubblicità richiedono il consenso preventivo. Il banner deve avere un comando per chiuderlo senza accettare, con la stessa evidenza degli altri pulsanti, e scorrere la pagina non vale come consenso.
Condizioni di vendita e diritto di recesso. Le condizioni devono spiegare prezzi, spese, consegna, garanzia e recesso. Il Codice del consumo dà al cliente privato 14 giorni per recedere, che per i beni partono dal giorno in cui li riceve. Se non lo informi di questo diritto il termine si allunga di 12 mesi. Il rimborso, comprese le spese di consegna, va fatto entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso, e il costo diretto del reso resta al cliente solo se glielo hai detto prima.
Costi
Quanto costa aprire
un negozio online
Quanto costa aprire un negozio online dipende soprattutto dal sito, che è la spesa iniziale più grande. Questi sono i prezzi del nostro listino per creare un sito ecommerce, non una media di mercato. Il numero di prodotti da solo non decide la fascia, contano varianti, gestionale, pagamenti, lingue e vendita alle aziende.
Start
da€1.950
- Catalogo fino a 400 prodotti
- Carta e PayPal
- Un corriere
Professional
da€2.950
- Grafica su misura
- Fino a 1.000 prodotti con varianti
- Più corrieri
- Collegamento base al gestionale
Top
da€4.950
- Fino a 5.000 prodotti
- Collegamento avanzato al gestionale
- Più lingue e valute
- Amazon ed eBay
Ultra
da€9.900
- Cataloghi oltre 5.000 prodotti
- B2B con listini per cliente
- Più negozi e più paesi
Prezzi indicativi. Tempi di 1 settimana per Start, 1-3 settimane per Professional, 3-6 per Top e 5-15 per Ultra.
Dopo il lancio ci sono i costi ricorrenti, cioè dominio, hosting, eventuali licenze, commissioni sui pagamenti e pubblicità. Per la manutenzione di un negozio WooCommerce il canone è di €290 al mese, con aggiornamenti, backup e controllo di ordini, pagamenti e prodotti. Su richiesta il pagamento del sito può essere dilazionato a rate senza interessi, e oltre €3.000 c'è uno sconto del 10% se paghi in anticipo. Il dettaglio di ogni fascia è nella pagina sulla realizzazione e-commerce.
Errori comuni
Gli errori più comuni
di chi apre un negozio online
- Fissare i prezzi senza aver calcolato spedizione, commissioni e pubblicità per ordine.
- Aprire con un catalogo enorme e schede vuote, invece di partire con meno prodotti curati bene.
- Usare foto e descrizioni del fornitore, uguali a quelle di tutti gli altri.
- Obbligare il cliente a registrarsi prima di pagare, o mostrargli le spese di spedizione solo all'ultimo passo.
- Partire con le campagne senza il tracciamento delle conversioni, così non sai quale annuncio vende.
- Pensare che il negozio, una volta online, trovi clienti da solo.
- Lasciare dominio e account intestati a chi ha fatto il sito invece che a te.
- Non aggiornare piattaforma e plugin dopo il lancio, finché un pagamento smette di funzionare.
Sono gli stessi problemi che vediamo quando ci chiamano per sistemare un negozio già aperto. Per capire come lavoriamo guarda i nostri lavori su VenditaVernici.it, BBQParadise e Pet Food Web.
Fonti
Dove abbiamo verificato gli adempimenti
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Risoluzione n. 204137 del 18 novembre 2014 sul commercio elettronico
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Diritto di recesso, domande frequenti
- Normattiva, Codice del consumo, decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206
- Garante per la protezione dei dati personali, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento, 10 giugno 2021
- Istat, La nuova classificazione ATECO 2025
- Agenzia delle Entrate, Iscrizione Iva, chi deve aprire la partita Iva
- Agenzia delle Entrate, Partita Iva persone fisiche, modello AA9/12 e Comunicazione Unica
- Commissione europea, VAT One Stop Shop
- EUR-Lex, Direttiva (UE) 2021/514 del Consiglio, DAC7
Adempimenti controllati sulle pagine ufficiali il 14 ottobre 2026. Per il tuo caso specifico confrontati sempre con il commercialista.
Vuoi aprire il tuo negozio online?
Lasciaci il numero e ti richiamiamo per capire cosa vendi, a chi e con quale piattaforma. Ti diamo un preventivo scritto a corpo per la realizzazione del tuo e-commerce.
Ti richiamiamo noi →Domande frequenti
Domande frequenti su come
aprire un negozio online
Quanto costa aprire un negozio online?
Da Webcreation creare un sito ecommerce parte da €1.950 con la fascia Start e sale con la complessità, Professional da €2.950, Top da €4.950, Ultra da €9.900. A questo si aggiungono i costi ricorrenti di dominio, hosting e manutenzione, le commissioni sui pagamenti e il budget per la pubblicità, e per la pubblicità consigliamo almeno €500 al mese, pagati direttamente a Google o Meta.
Si può aprire un negozio online senza partita IVA?
Se il negozio serve a vendere con continuità, no. Secondo l'Agenzia delle Entrate deve iscriversi ai fini IVA chi intraprende un'attività commerciale, e la dichiarazione di inizio attività va presentata entro 30 giorni dall'inizio. I casi al limite vanno chiariti con il commercialista prima di vendere.
Cosa serve per aprire un negozio online?
Un prodotto con un margine che regge spedizioni, commissioni e pubblicità, una partita IVA con il codice ATECO giusto, la comunicazione al Comune, un sito con pagamenti, spedizioni e pagine legali, e un piano per portare visite. La piattaforma si sceglie dopo aver chiarito catalogo, clienti e gestionale.
Conviene aprire un negozio online?
Conviene se il margine per ordine regge spedizione, commissioni e pubblicità e se hai un piano per portare visite nei primi mesi. Un negozio senza visite non vende, anche se è fatto bene. Se non sei sicuro, puoi provare il prodotto su un marketplace prima di investire nel sito.
Meglio Amazon o un sito proprio?
Il marketplace porta clienti subito ma trattiene una commissione su ogni vendita e il cliente resta suo. Il sito tuo chiede pubblicità e SEO per avere visite, ma margini, dati e rapporto con i clienti restano tuoi. Per un marchio con prodotti propri conviene il sito come base e i marketplace come canale in più.
Quanto tempo serve per partire?
Da Webcreation un e-commerce Start è pronto in circa 1 settimana, un Professional in 1-3 settimane, un Top in 3-6 settimane e un Ultra in 5-15 settimane. I tempi dipendono anche da quando catalogo, foto e testi sono pronti e da quando partita IVA e pratiche sono a posto.
Bisogna avvisare il Comune per aprire un ecommerce?
Sì. La vendita al dettaglio online è una forma speciale di vendita e si avvia con una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del Comune. Se hai più siti basta una sola segnalazione che li elenca tutti.
Quanto tempo ha il cliente per restituire un prodotto comprato online?
Il consumatore ha 14 giorni per recedere, che per i beni partono dal giorno in cui li riceve. Se il venditore non lo informa di questo diritto, il termine si allunga di 12 mesi. Il rimborso va fatto entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso, comprese le spese di consegna.